Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Stazione di Topolò (con Michele Obit e Primož Čučnik), frontiera di bellissimi giorni e incontri!

luglio 21, 2017

 

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grazie a Michele Obit per le fotografie!

Stazione di Topolò, presentazione di Trilogia

luglio 19, 2017

 

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Michele Obit, Primož Čučnik e Giampaolo De Pietro a Topolò, giorni fa durante la presentazione

 

Trilogia su Librobreve

aprile 11, 2017

 

http://librobreve.blogspot.it/2017/04/trilogia-variazioni-2004-2014-di-primoz.html

Trilogia su L’estroverso

aprile 11, 2017

 

http://www.lestroverso.it/cucnik-trilogia-variazioni-2004-2014/

Istruzioni per l’uso, Primož Čučnik

marzo 27, 2017

 

Gioisci almeno due volte.

Non ha effetti collaterali.

Non danneggia chi ti sta attorno.

La contagiosità non è fatale.

 

Uccide più lentamente del fumo.

Fai attenzione agli spazi tra le righe.

Ingrandisci, guarda cosa c’è tra le lettere.

Dapprima solo tocca leggermente.

 

Scuoti prima dell’utilizzo.

Ciò che eccede, cadrà.

Ciò che eccede non lo farà più.

Vorrei regalarti un ramoscello.

 

Una rosa, vorrei regalarti.

Alcune punture non sono piacevoli.

Sono però belle.

Alcune ripetizioni non lo sono.

 

Prima dell’uso leggi con attenzione.

Come segue.

 

 

 

 

 

 

Trilogia (variazioni 2004 – 2014) di Primož Čučnik (a cura di Michele Obit)

marzo 27, 2017

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info@incertieditori.it

incertieditori@gmail.com

koderjana@gmail.com

Siamo contenti di ritornare in forma-libro: a primavera ne saprete di più *

marzo 5, 2017
(*) o, piuttosto, nei prossimi giorni! entusiasti-incerti

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Uno scritto sul Quaderno millimetrato da Capperi!

gennaio 26, 2013

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Sai, l’ultima parte del giorno, trascrivo. Ora ti so
in piccola cornice. Era una compagnia
disordinata il tuo sorriso, madre. Luogo minimo.
Transitorio. Ho difficoltà di mani a trascinarti
qui. Vive così poco l’erba a casa mia. I petali
restano nel bicchiere, la direzione degli occhi,
sui rovi cade. Qui ti vorrei, nome e indirizzo
precisi, equivoci a scansare. Diventa la morte
uno scompartimento d’addii. Una frolla
abitudine senza vita. E del tuo dolore in scena.
Sul divano, io. Te. Le spalle tagliate. Restando

Non sono un poeta né un poesologo e credo che la poesia possa essere di-spiegata soltanto dalla poesia, ché un sapore può essere compreso solo dal senso del gusto. Tuttavia, oggi – e forse solo adesso – vorrei cimentarmi in una lettura personale e non rispondente al vero del Quaderno millimetrato di Dorinda Di Prossimo; per il sentimento immediato di confidenza buona che mi ha suscitato l’autrice non appena incontrata, per la pacificazione che mi ha donato sentirla leggere le sue poesie, per averle lette a mia volta e averne tratto il senso del giorno dopo, quello che torna alla mente come il sentore di qualcosa che ha contato, lasciando un segno o un segnale.

Il quaderno è millimetrato perché il nostro corpo che s’avanza nello spazio del tempo è così prezioso da necessitare esattezza, quella di ogni nostro rifugio che per essere tale deve essere assolutamente definito, delimitato, come le tasche per le mani che sanno dove cominciano, dove finiscono, fin quanto in fondo è consentito immergersi.

Appare, immediata, la vita totale di una donna che vive da sola [o così a me è parso, come un discorso a uno], nella casa dei piccoli gesti quotidiani, la polpa del caffè, la colletta della nicotina, gli orecchini e qualche gioiello della madre, scorci da cui allo sguardo degli occhi rimbalza in eco il ricordo. E di ricordi – ricordi dell’ora, del prima e del prima adesso e qui – dove una donna si specchia e si riflette una bambina avvolta dalla grande vestaglia della madre – ché il freddo dei rifugi è sempre stato il caro prezzo delle minute libertà. E i timori in sospensione nell’atmosfera lattiginosa di un’ora tarda o presta, purché sia l’immobile momento del giorno in cui tutti ancora dormono e lei sussurra e ti racconta senza fronzoli [ma circondata di qualche fronzolo tintinnante] cosa è quell’istante, cosa è il suo corpo adulto, contratto, sensuale di seta del fruscio così flebile che esiste immaginato. E il fastidio per un vicinato omologante e legislatore. E il dialogo franco col padre poeta di presepi e la madre dagli appunti come punture d’ago. E un amore sconfinato, che s’arresta un millimetro prima di finire.

F. Alessandro Motta
http://rivistacapperi.blogspot.it/2013/01/quaderno-millimetrato.html

Incontri siciliani (Catania, Vittoria, Ragusa) con Quaderno millimetrato

gennaio 21, 2013

LOCANDINA Quaderno millimetrato web-01 (1)

novembre 21, 2012

Marginalia

Cos’è un libro

Un libro è una sequenza di spazi.
Ognuno di questi spazi è percepito in un diverso momento: il libro è anche una sequenza di momenti.
Un libro non è un contenitore di parole, e nemmeno un sacco di parole, e neanche un portatore di parole.
Uno scrittore, contrariamente all’opinione popolare, non scrive libri. Uno scrittore scrive testi.
Il fatto che un testo sia contenuto in un libro, deriva solo dalle dimensioni di un certo testo; o, nel caso di una serie di testi brevi (poesie, per esempio), dal loro numero.
Un testo letterario (prosa) contenuto in un libro ignora il fatto che il libro sia una sequenza spazio-tempo autonoma.
Una serie di testi più o meno brevi (poesie o altro) distribuita attraverso un libro seguendo un ordine non particolare rivela la natura sequenziale del libro.
La rivela, o forse la sfrutta; ma non l’incorpora, non la assimila.

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